mercoledì 14 marzo 2012

Specchio specchio

Specchio specchio là sul muro,
in te m'avventuro e parecchio
porgo l'orecchio al riflesso futuro
che giovin abiuro, in te invecchio!

Fermati ora, ferma ti prego
quel che, non nego, mi divora!
E mostrami ancora quell'ego
in ripiego, del bello d'allora!

Maschera i fatti, fatti dipinto,
fammi mai vinto in eterni scatti,
che sian dei ritratti degni d'Olimpo
o del mar di Zacinto, mai rimpianti!

Mai che bianca la neve rivesta,
implacabil e lesta, quel verde breve
di stagion che si deve cantar le gesta!
La rossa mela onesta sia sorriso lieve,

per questo mio volto insicuro
ch'il nunc est bibendum beve!

(D.D.)


lunedì 12 marzo 2012

Umana Commedia

All'alba del cammin di nostra vita
ti trovai ch'eri in una selva oscura,
ma accesi una speranza fra le dita:

in coraggio mutar ogni tua paura
e rifar smeralda una foglia appassita,
salvando un'anima da morte sicura.

Ma per me si va nella città dolente,
per me si rischia un etterno dolore,
allor tu resistevi tenacemente

e osavi pur muover guerra all'amore.
Il tuo grande cuore pareva assente
benché del battito udissi il rumore.

Lui, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
Amor ch'a null'amato amar perdona,
il Dio a cui l'uomo sempre s'arrende,

la propria legge infin fece padrona.
E fu l'avvio di giornate stupende
ove ogni attimo immenso emoziona.

Dissi "Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuol e più non dimandare!"
Non avendo l'ali ci bastaron le ruote

per poter oltre il sogno felici andare,
'sì ch'al di sopra delle persone vuote
sul magico tappeto potessimo volare.

Con ogni mezzo fu sfida al destino:
dei remi facemmo ali al folle volo,
per terra o per mare, egual cammino,

l'amor cercando, grand'unico molo,
fugante l'angoscia come un po' di vino
nelle avvelenate notti in cui mi sento solo.

Ma galeotto fu il libro e chi lo scrisse,
perche poi ci impedì di andare avanti,
quando il nostro tempo si circoscrisse

a quei che parevan minuscoli istanti.
Forse fu un perfido inganno d'Ulisse:
per sete di saper ci siam fatti distanti!

"Uomini fummo e or siam fatti sterpi,
ben dovrebb'esser la tua man più pia"
sibilai più cinico delle spietate serpi

quando ti svelai la colpa che fu mia
"Uomini fummo e or siam fatti sterpi,
la anima mia l'hai lasciata andar via!".

Capisti che non era un brutto gioco,
capisti che da troppo tempo soffrivo,
che la tua rosa avevi annaffiato poco

e s'era spenta nel gelido caldo estivo.
Per te io divenni allor gelato e fioco,
per te io non morì e non rimasi vivo. 

Ma giustizia mosse il mio alto fattore,
a Natal mi fece una divina potestate
e ora torno nelle vesti del cantore

a celebrar le meraviglie ormai passate
dell'Umana Commedia di nostro amore,
affinché mai sian ceneri dimenticate.

 E se mai torneremo nel chiaro mondo
abbracciati usciremo a riveder le stelle!

(D.D.)



domenica 11 marzo 2012

Frammenti di passato

Frammenti di passato
volano verso il futuro
col vento chiaroscuro
di quel che non è stato.

Di ricordi un mosaico
dai molti tasselli persi,
si fa rimpianto in versi
quel che parve prosaico.

Magia, vita, destino,
tirannia di tempo e spazio,
un tutto che scorre mai sazio
sull'ingenuo nostro cammino.

Schegge, quel che resta,
sotto la pelle e nel cuore,
sian stati amore o dolore,
amare sconfitte, gloriose gesta.

Oh presente, attimo fuggente,
regalami un dettaglio,
fammi capire se sbaglio
o se l'intuito mio è vincente!

Qual senso ha il riflesso
nel mio battito accelerato
d'un lampo che m'ha abbagliato
mentre scoprivo me stesso?

Frammenti di passato,
perché qualcosa è stato.

(D.D.)



venerdì 9 marzo 2012

Waterfall


Gli occhi di due bambini



Gli occhi di due bambini
or brillano volti alla Luna
e al cielo dei tristi destini
nel gelo d'una notte bruna.

Cercano una nuova stella,
un'anima da poco partita
e per sempre la più bella
a luccicar in un'altra vita.

Son bambini quegli occhi
che annegando nel dolore
udiron gli ultimi rintocchi
dell'amato materno cuore.

San che la rondine al nido
non tornerà il dieci agosto,
udirono il mortal suo grido
dietro a un sorriso nascosto.

Potran forse leggere ancora
l'insensata parola giustizia?
Spietato il mondo si divora
quest'umana felicità fittizia.

Ciao Paola...

(D.D.)





Orbito

Chiudo il cerchio dei ricordi
e apro quello delle speranze,
largo ai cori e alle danze
di un futuro dai nuovi accordi.

Come il Mondo ruota incessante
attorno a sé stesso e al Sole,
ch'è l'astro che più vuole,
gravito attratto da te distante.

Ma non v'è una legge di Keplero
che mi spieghi perché parlo con la Luna
dicendo al Cielo che ti voglio davvero.

Vorrei il telescopio di Galileo
per osservare se avrò Fortuna
o se sarò ancora una volta Romeo.

E intanto saluto tutte le stelle,
'sì tanto lontane quanto belle.

(D.D.)


giovedì 8 marzo 2012

Il mercato delle rose

Sono gli uomini a comprare le rose
e non le rose a comprare gli uomini,
oh fosse chiaro all'anime amorose,
oh tal certezza l'illumini e domini!

Non s'ha da confondere il profumo
delle rose con l'odor di denaro,
mai si pensi ch'a scaldar sia il fumo
anziché il fuoco al cuor più caro.

Non si confonda un muto fiore
morto, con le sue vive spine
ch'in nuda terra lo proteggon dal dolore.

Sono gli uomini a recider le rose,
a far appassire creature divine,
a fare mercato di tutte le cose.

Non farti comprare da un essere ucciso,
ama chi ti regala un sorriso!

(D.D.)




mercoledì 7 marzo 2012

May be Venus, may be Mars...


Never mind... Enjoy your walk in this colorful planet,
enjoy your life!

(D.D.)


Los heraldos negros



Hay golpes en la vida, tan fuertes... Yo no sé!
Golpes como del odio de Dios; como si ante ellos,
la resaca de todo lo sufrido
se empozara en el alma... Yo no sé!

Son pocos; pero son... Abren zanjas oscuras
en el rostro más fiero y en el lomo más fuerte.
Serán tal vez los potros de bárbaros atilas;
o los heraldos negros que nos manda la Muerte.

Son las caídas hondas de los Cristos del alma
de alguna fe adorable que el Destino blasfema.
Esos golpes sangrientos son las crepitaciones
de algún pan que en la puerta del horno se nos quema.

Y el hombre... Pobre... pobre! Vuelve los ojos, como
cuando por sobre el hombro nos llama una palmada;
vuelve los ojos locos, y todo lo vivido
se empoza, como charco de culpa, en la mirada.

Hay golpes en la vida, tan fuertes... Yo no sé!

(César Vallejo)


Amor fuori servizio

Amor fuori servizio, 
disperato è il trovatore
a cui il Fato diede il vizio
d'esser folle sognatore.

Amor fuori servizio,
non s'annida nel suo cuore,
forse per un pregiudizio
o per volere del Creatore.

Amor fuori servizio,
primavera senza tepore,
mai estivo il solstizio
e il profumo è solo odore.

Amor fuori servizio,
oh stilnovista, povero attore,
vivi e canti nel supplizio 
mascherando il tuo dolore!

Amor fuori servizio,
guasto immobile motore,
come Osiride l'Egizio
con te il Dio e l'uomo muore.

(D.D.)